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Fringe - Il pre-air

03-Jul-08

Post apodittico e asseverativo.
Siate pazienti: il caldo mi impedisce di articolare pensieri e motivazioni più complessi e si è pure rotto il ventilatore.
Ho visto il pre-air di “Fringe” e, ad occhio e croce, sento puzza di flop.
L’unico merito che gli attribuisco è quello di aver mostrato che due agenti possono avere rapporti orizzontali già dalla prima puntata senza cincischiare circa 10 anni per un bacio. In questo, bisogna dirlo, abbiamo una sostanziale evoluzione rispetto a X-files.
Per il resto, a parte le sovrimpressioni cool e il cliffhanger di fine puntata, ho l’impressione che ci sia molto poco.

Il fatto che mi abbiano fregato il nick non c’entra.
Forse c’entra il fatto si sta creando l’hype su ” Fringe” ancor prima che si sia visto qualcosa che veramente crei hype.
Sono fatto all’antica, non applaudo mai a sipario ancora calato e l’hype via Internet ora mi insospettisce almeno quanto questo pre-air che gira per vie nemmeno troppo misteriose
Vedremo.
Intanto perplessità molto ben motivate aleggiano anche sul sito italiano dedicato alla serie.






Il divo

30-Jun-08

Il divo Preso dalla pigrizia stagionale (il caldo, gli europei di calcio, la stanchezza primaverile) dimenticai, a suo tempo, di  appuntare un paio di idee su “Il Divo”.
La dimenticanza può dipendere anche dal fatto che “Il Divo” mi ha lasciato perplesso, malgrado gli inni che si intonano a sinistra e a destra.

Avere delle perplessità su un film italiano premiato a Cannes è cosa rischiosa, quindi, considerato l’argomento de “Il Divo” eviterò, d’ora in poi, caffè e viaggi a Londra… che a pensar male, come è noto, si fa peccato ma…

Mi lascia perplesso il teorema di Sorrentino, citato dalla stampa, secondo il quale un personaggio “ambiguo” merita un film “ambiguo”. Il problema è che il “Il Divo”, fedele al teorema, oscilla in una ambiguità tra la denuncia e la rappresentazione grottesca e satireggiante della stessa ambiguità con letture e riflessioni suggestive sulla oscura ineludibilità e necessità del cattivo potere che, come sappiamo, logora chi non ce l’ha.

L’ambiguità è pericolosa perché si costruisce un film deliberatamente inconcluso e confuso che cuoce a fuoco vispo un paio di anni affastellati de “L’Espresso” e li condisce con una serie di acute battute del Divo che, da sole, innalzerebbero il livello di qualunque dialogo di qualsiasi film. Tecnica e citazioni, grandi attori e grandi caratteristi a parte, ma il talento fine a se stesso serve a poco. Mi sfugge se, in altri termini, “Il Divo” sia una versione de “Il Bagaglino” con i piani sequenza stilosi o una denuncia documentata e puntale. In entrambi i casi rimane un film che, malgrado il grande talento di Sorrentino e del cast, dopo un po’ annoia. Esattamente nel momento in cui  il gioco, le regole e il suo fine diventano chiare. Molto probabilmente sulle mie perplessità gioca anche la attesa delusa di chi pensava, ad esempio, a qualcosa come ”Todo Modo”. Può avere importanza anche il fatto che, per motivi generazionali, noi con questa forma di potere grottesco e avvolgente ci abbiamo convissuto tollerandolo come un elemento naturale e necessario della scena, al punto che vedere messe su pellicola le sue malefatte non ci indigna più di tanto. Come tutti.

Però, per una crudele ironia del destino, al quale non manca il senso dell’umorismo e della sottilineatura, in questi giorni se ne è andato chi ha fatto tanti film sull’Italietta cinica, mammona e andreottiana, raccontando  un Paese ambiguo e  il suo popolo in modo spesso indelebile senza mai nominare Divi e correnti.

Lettera agli spettatori

29-Jun-08

Ringrazio Roberto per avermi scritto di questa iniziativa che merita di essere segnalata e, sopratutto, sorretta.
Perdete giusto sei minuti per questo video, ne vale la pena.
Male non sarebbe aderire e farla circolare.
Questo è il sito di 100autori.

Joe Dante non ha diretto il primo “Spider-Man”.

26-Jun-08

Oe’ ma lì fuori state pronti come iene?
Uno non può scrivere una cazzata che subito arrivano mail che mi fanno notare che il primo “Spider-man” lo diresse  Sam Raimi e non,  come incautamente scrissi,  Joe Dante.
Scusate per la svista, a memoria andai e non controllai, me colpevole. E’ colpa del caldo e delle cavallette.

Grazie a tutti quelli che con colpi di tosse, ammiccamenti e quanto altro mi hanno fatto notare….

Succede.

Anche se l’idea di farlo dirigere a Dante non è che fosse così male… magari gli lasciava i lancia ragnatele.

Iron Man

25-Jun-08

Iron Man Preso dalla pigrizia stagionale (il caldo, i pollini e l’aria “frizzante”) ho dimenticato, a suo tempo,  di dedicare un sia pur minimo post ad “Iron Man”, il pilot della nuova serie cinematografica dedicata ad un personaggio Marvel.
Questo cinefilo incolto ritiene, giusto perché si sappia,  Iron Man uno dei migliori film tratti da un fumetto, Marvel si intende, senz’altro preferibile al debutto dell’aracnide diretto da Dante. Raimi.
Sì, addirittura!

Filologia del personaggio rispettata malgrado i ritocchi, con il passare degli anni le guerre si spostano ma rimangono sempre “in partibus orientis”.

Spirito fumettoso trasposto da Favreau, che è quello del terribile “Cose molto cattive”,  con un misurato misto di ironia e glamour che impone a Robert Downey Jr. di mantenere una espressione beffarda, sospesa tra quella di un miliardario supereroe anche senza armatura e quella di un attore che sembra dire “Non so che ci faccio qui, ma mi diverto a sfasciare Ferrari. E voi?”.

Jeff Bridges cattivo da antologia come si addice ai fumetti e cameo per lo SHIELD e Stan Lee che, secondo me,  si diverte più di tutti. Attendo gli altri pilot programmati spezzando una lancia per un film con Dr. Strange.
Se non l’avete visto a cinema recuperatelo in DVD e scusate il ritardo.

A proposito di fumetti, tanti anni fa, all’alba di questo blog scrissi una cosa….

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